CuriositàSu : Teatri italiani

L’Italia ha avuto nel corso del tempo una grande affiliazione con la storia del teatro, a partire dal suo inizio, con il teatro greco, fino ad arrivare al teatro moderno ed al mondo contemporaneo. Questa storia ha portato alla costruzione di un numero elevatissimo di edifici teatrali, dai primi greci, romani ai teatri d’opera fino ad arrivare alle sale moderne di studi teatrali.

Teatro comunale – Bologna

Costruito in seguito all’incendio che distrusse il Teatro Malvezzi, il Teatro Comunale di Bologna fu disegnato su progetto del famoso architetto Antonio Bibiena. Curiosità: Bologna, a fine Ottocento, veniva chiamata la città wagneriana e quindi si contrapponeva alla Milano verdiana. Verdi, in completo anonimato, partecipò alla terza rappresentazione del Lohengrin e dopo il II atto venne notato da Luigi Monti (un agente Ricordi a Bologna) che grido “Viva Verdi!” facendo scatenare l’ovazione del pubblico. Il secondo racconto vede Toscanini schiaffeggiato da una “camicia nera”, il 14 maggio 1931, per essersi rifiutato di suonare due inni fascisti. Per questo decise di andarsene dall’Italia.

Teatro Farnese – Parma

Sorto come teatro di corte dei duchi di Parma e Piacenza, è ospitato in un ampio salone e subì una triste sorte durante la II Guerra Mondiale, venendo quasi completamente distrutto. Ricostruito negli anni ’50, dal 2001 ha ripreso a ospitare importanti opere teatrali: celeberrima la versione del Rigoletto con Pavarotti, disponibile in DVD e registrata proprio presso il Teatro Farnese.

Teatro olimpico – Vicenza

Il Teatro Olimpico è un teatro progettato dall’architetto rinascimentale Andrea Palladio nel 1580 e sito in Vicenza. È il primo e più antico teatro stabile coperto dell’epoca moderna. La costruzione del teatro iniziò nel 1580, lo stesso anno in cui Palladio morì, ma i lavori furono proseguiti sulla base dei suoi appunti dal figlio Silla e si conclusero nel 1584, limitatamente alla cavea completa di loggia e al proscenio. Si pose dunque il problema di realizzare la scena “a prospettive”, che era stata prevista fin dal principio dall’Accademia ma di cui Palladio non aveva lasciato un vero progetto. Venne quindi chiamato Vincenzo Scamozzi, il più importante architetto vicentino dopo la morte del maestro. Il teatro venne inaugurato il 3 marzo 1585 con la rappresentazione dell’Edipo Re di Sofocle e i cori di Andrea Gabrieli . In questa e altre rare occasioni le scene, che rappresentano le sette vie della città di Tebe, furono illuminate con un originale e complesso sistema di illuminazione artificiale, ideato sempre da Scamozzi. Le scene, che erano state realizzate in legno e stucco per un uso temporaneo, non furono tuttavia mai rimosse e, malgrado pericoli d’incendio e bombardamenti bellici, si sono miracolosamente conservate fino ai giorni nostri, uniche della loro epoca.

Teatro Petruzzelli – Bari

È il quarto teatro italiano per dimensioni e il più grande teatro privato d’Europa, costruito nel 1903 dall’architetto Angelo Messeni su richiesta di Onofrio e Antonio Petruzzelli commercianti triestini. Nel 1954 venne dichiarato Monumento di interesse storico e artistico, per poi essere definito Teatro di tradizione. Ha ospitato numerosi artisti italiani e internazionali tra cui Wanda Osiris, Totò, Nino Taranto, Macario, Frank Sinatra, Liza Minnelli, Eduardo De Filippo, Carla Fracci, Luciano Pavarotti, Jose Carreras, Giorgio Gaber e molti altri. L’interno del teatro inoltre è stato anche utilizzato da registi come Zeffirelli e Alberto Sordi per i alcuni dei loro film. Dopo l’incendio avvenuto nel 1991, il teatro venne ricostruito nel 2009, ad oggi vengono rappresentati balletti e opere liriche di grandi autori come Puccini, Verdi e Strauss.

Teatro Apollo – Mondavio

Le origini dell’edificio, ricavato all’interno della ex chiesa di S. Filippo Neri, sono tardo settecentesche (1789, anno di costituzione della ‘Società dei Condomini’), ma l’aspetto che la piccola sala presenta attualmente risale a un generale rinnovamento della stessa portato a termine nel 1887. Quello stesso anno il Comune approvò il regolamento dell’Accademia del Teatro, formata da soci e associati, fra i quali si nominava il Principe del Teatro responsabile della cura del fabbricato. Non si conosce, purtroppo, il nome di chi progettò il primitivo teatro, né di chi ne diresse il ripristino e provvide al rinnovo delle decorazioni. Il teatro si appoggia da un lato sulle mura castellane di nord-ovest e si affaccia sulla Piazza della Rovere con una piccola facciata, stretta tra edifici privati di dimensioni ridottissime, sufficienti appena a contenere la porta d’accesso all’interno, sovrastata da una piccola finestra ottagonale.

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